Conservativa

 

 

Nel nostro studio vengono utilizzate solo resine composite di altissima qualità, con una procedura tecnica chiamata stratificazione* del materiale che richiede si tempo per l'odontoiatra per realizzare l'otturazione, ma questo consente all'otturazione stessa una maggiore durata nel tempo.

L'odontoiatria conservativa è una branca dell'odontoiatria restaurativa che si occupa della cura dei denti cariati, delle procedure per l'eliminazione della carie e di quelle relative alla chiusura delle cavità risultanti dall'eliminazione dello smalto e della dentina cariata, tramite l'utilizzo di appositi materiali.

 

Le carie possono essere superficiali o profonde. Nel primo caso ci si limita ad asportare parte della dentina e dello smalto interessati dalla carie, otturando il dente con appositi materiali, ormai solamente compositi. L'uso degli amalgami d'argento (a causa del contenuto in mercurio) è stato sostituito dai materiali compositi.

 

Nelle carie profonde vi può essere un interessamento della polpa del dente, contenente anche le fibre nervose, e allora si ricorre alla cura canalare detta anche devitalizzazione.

 

Il termine conservativa indica l'obbiettivo di tali cure, cioè di conservare i denti altrimenti distrutti dalla carie.

 

*Dopo aver pulito il dente dalla carie si è formata una cavità che bisogna andare a chiudere con una resina composita. Ci sono diiversi modi per chiudere una cavità.

 

1) la tecnica più veloce come tempi è quella di prendere una grande quantità di materiale, zeppare l'intera cavità e polimerizzare. In questo caso i tempi di lavorazione sono molto ridotti, ma ciò comporta una grande retrazione del materiale durante il suo indurimento (per le proprietà fisiche proprie dei compositi), che determina la formazione di microfessure e rottura del sigillo tra materiale e tessuto dentario con conseguente infiltrazione del materiale e formazione di carie secondaria in breve tempo (2-3 anni). 

 

2) la stratificazione (la tecnica utilizzata nel nostro studio) è una tecnica di apporto di piccole quantità di meno di 1 mm di spessore di materiale nella cavità. Questa tecnica allunga notevolmente i tempi di realizzazione dell'otturazione, ma riduce di tantissimo la contrazione del materiale e quindi evita la formazione di microfessure e rottura del sigillo tra materiale e tessuto dentario, impedendo l'inflitrazione del materiale e riducendo il rischio di formazione di carie secondaria, facendo durare nel tempo le otturazioni.